"Ti fermerai sempre a ripensare alle tue strade alternative, soprattutto dopo un dolore. A tutto ciò che hai abbandonato per scegliere altro, a tutto ciò che ti ha abbandonato per scegliere qualcos'altro. Avrai fino alla fine la stupida certezza che ti mancherà sempre qualcosa, tranne in rari, felici e preziosi momenti che ricorderai per sempre, quelli in cui per nessuna ragione avresti voluto essere altrove. Sai perché li ricorderai per sempre? Perché è questo l'amore. Alla fine, in mezzo a milioni di scelte e rinunce, tutto si riduce a quelle poche cose fragili ma purissime che non siamo disposti a perdere. Il resto è perso in partenza. Il resto è finito già prima di iniziare." - Il quadro mai dipinto (via effe-f)
"Questo è il punto: faccio pensieri e desidero cose nuove. Non importa cosa so. Per la prima volta, non importa. Non so da dove vengono o come si chiamino e non potrei spiegarle a nessuno eccetto te, con un po’ di tempo, con un po’ di pause, con quei silenzi che non saprei riempire, all’inizio. Ma potrei imparare." - Calvino (via myborderland)
"Ho visto le due farsi le tre, le quattro.
Spegnermi dentro come mozziconi sull'asfalto.
Ho visto il tipo nello specchio non guardarmi affatto.
Vedere il mare in piena estate e non esserne attratto." - Tradez (via tristezzemascherate)
"Un'altra volta l'alba.
La canna tra le labbra.
La schiena a pezzi come quando dormi sulla sabbia.
Vedo il cielo che cambia
Il sole che si alza.
Tra tutti i buchi della serranda.
E so di non poter combattere l'insonnia.
Speriamo che non sia vero che il mondo è di chi sogna." - Gemitaiz (via ostaggiodelfato)
"Desiderava fare qualcosa che non lasciasse possibilità di ritorno. Desiderava distruggere brutalmente tutto il passato dei suoi ultimi sette anni. Era la vertigine. L'ottenebrante, irresistibile desiderio di cadere. La vertigine potremmo anche chiamarla ebbrezza della debolezza. Ci si rende conto della propria debolezza e invece di resisterle, ci si vuole abbandonare a essa. Ci si ubriaca della propria debolezza, si vuole essere ancor più deboli, si vuole cadere in mezzo alla strada, davanti a tutti, si vuole stare in basso, ancora più in basso." - Milan Kundera, L’insostenibile leggerezza dell’essere
(via doppisensi)